mercoledì 18 giugno 2008

Gestione dei rifiuti

Il testo di seguito è tratto da Wikipedia, l'enciclopedia libera on line.
“Gestione dei rifiuti

Contenitori per la raccolta di rifiuti

L'importanza sociale e ambientale di una corretta ed efficiente gestione dei rifiuti si può evincere dallo stato delle strade in caso di sospensione del servizio per sciopero
Per gestione dei rifiuti si intende l'insieme delle politiche volte a gestire l'intero processo dei rifiuti, dalla loro produzione fino alla loro sorte finale, e coinvolgono quindi: la raccolta, il trasporto, il trattamento (riciclaggio o smaltimento) e anche il riutilizzo dei materiali di scarto, solitamente prodotti dall'attività umana, nel tentativo di ridurre i loro effetti sulla salute dell'uomo e sull'ambiente.
Un interesse particolare negli ultimi decenni riguarda la riduzione degli effetti dei rifiuti sulla natura e sull'ambiente e la possibilità di recuperare risorse da essi, e la riduzione della produzione di rifiuti stessi.

Principi del sistema integrato italiano
La strategia adottata dall'Unione Europea e recepita in Italia con il DL Ronchi del '97 (abrogato e sostituito con il DL 152/06 Parte IV) affronta la questione dei rifiuti delineando priorità di azioni all'interno di una logica di gestione integrata del problema. Esse sono, come descritto nella predetta parte IV negli articoli 180 e 181 nell' ordine di priorità definito dall'articolo 179:
• Criteri di priorità (Art 179)
o Sviluppo di tecnologie pulite
o Ideazione e messa in commercio di prodotti che non contribuiscano o diano un contributo minimo alla produzione di rifiuti ed all'inquinamento
o Miglioramenti tecnologici per eliminare al presenza di sostanze pericolose nei rifiuti
o Ruolo attivo delle amministrazioni pubbliche nel riciclaggio dei rifiuti e loro utilizzo come fonte di energia
• Prevenzione della produzione di rifiuti (Art. 180)
o Corretta valutazione dell'impatto ambientale di ogni prodotto durante il suo intero ciclo vitale
o Capitolati di appalto che considerino l'abilità nella prevenzione della produzione
o Promuovere accordi e programmi sperimentali per prevenire e ridurre la quantità e pericolosità dei rifiuti
o Attuare il DL 18 Febbraio 2005 n. 59 e la direttiva 96/61/CE specifica per la riduzione e prevenzione integrate dell'inquinamento
• Recupero dei rifiuti (Art 181)
o il riutilizzo, il reimpiego ed il riciclaggio
o Produzione di materia prima secondaria trattando i rifiuti stessi
o Favorire tramite misure economiche e capitolati nelle gare d'appalto il mercato dei prodotti reimpiegati
o Uso dei rifiuti per produrre energia (recupero energetico (ossidazione biologica a freddo, gassificazione, incenerimento)

Pertanto, se il primo livello di attenzione è rivolto alla necessità di prevenire la formazione dei rifiuti e di ridurne la pericolosità, il passaggio successivo riguarda l'esigenza di riutilizzare i prodotti (es. bottiglie) e, se non è possibile il riuso, riciclare i materiali (es. riciclaggio della carta). Infine, solo per quanto riguarda il materiale che non è stato possibile riutilizzare e poi riciclare (come ad esempio i tovaglioli di carta) e il sottovaglio (ovvero la frazione in piccoli pezzi indistinguibili e quindi non riciclabili di rifiuti, che rappresenta circa il 15% del totale), si pongono le due soluzioni del recupero energetico tramite sistemi a freddo o a caldo, come la bio-ossidazione (aerobica o anaerobica), la gassificazione, la pirolisi e l'incenerimento oppure l'avvio allo smaltimento in discarica. Dunque anche in una situazione ideale di completo riciclo e recupero vi sarà una percentuale di rifiuti residui da smaltire in discarica o da ossidare per eliminarli e recuperare l'energia. Da un punto di vista ideale il ricorso all'incenerimento ed alle discariche indifferenziate dovrebbe essere limitato al minimo indispensabile. La carenza di efficaci politiche integrate di riduzione, riciclo e riuso fanno dello smaltimento in discarica ancora la prima soluzione applicata in Italia ed in altri paesi europei. Per quanto riguarda il recupero, esistono progetti ed associazioni che si occupano dello scambio di beni e prodotti usati (per esempio Freecycle).

La prevenzione dei rifiuti
La prevenzione dei rifiuti consiste in un insieme di politiche volte a disincentivare, penalizzare economicamente o addirittura vietare la produzione di materiali e manufatti a ciclo di vita molto breve e destinati a diventare rifiuti senza possibilità di riuso. Soggetti interessati possono quindi essere tanto le imprese quanto i comuni cittadini, incentivati a ridurre a monte la produzione dei rifiuti, ad effettuare la raccolta differenziata. Oltre ad uno stimolo "etico", tali soggetti possono anche essere incentivati da una riduzione della TARSU, ad esempio quando ricorrano al compostaggio domestico (si consideri che la frazione organica è comunque una parte molto significativa dei rifiuti delle famiglie).

Il trattamento dei rifiuti
Il trattamento dei rifiuti consiste nell'insieme di tecniche volte ad assicurare che i rifiuti, qualunque sia la loro sorte, abbiano il minimo impatto sull'ambiente. Può riguardare sostanze solide, liquide o gassose, con metodi e campi di ricerca diversi per ciascuno. Le pratiche di trattamento dei rifiuti sono diverse tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, tra città e campagna e a seconda che i produttori siano residenziali, industriali o commerciali. Il trattamento dei rifiuti per gli utenti residenti e istituzionali nelle aree metropolitane è solitamente responsabilità delle autorità di governo locale, mentre il suo trattamento per utenti commerciali e industriali è solitamente responsabilità di colui che ha prodotto i rifiuti.
Lo schema seguente riassume le modalità e le filiere per il trattamento dei rifiuti solidi urbani secondo le attuali politiche di gestione in Italia.

Naturalmente, si tratta di uno schema teorico che non sempre, non completamente e non dappertutto è attuato allo stesso modo e soprattutto è solo una delle possibili modalità di gestione dei rifiuti. Evoluzioni tecniche e/o differenti indirizzi e priorità di gestione dei rifiuti possono comportare modifiche sostanziali allo schema, ma esso fornisce comunque uno schema di massima e le corrette terminologie riguardanti l'argomento.

La filiera della raccolta differenziata

I rifiuti raccolti in maniera differenziata possono sostanzialmente essere trattati, a seconda del tipo, mediante due procedure:
1. riciclaggio, per le frazioni secche;
2. compostaggio, per la frazione umida.

Riciclaggio dei rifiuti
Il riciclaggio comprende tutte le strategie organizzative e tecnologiche per riutilizzare come materie prime materiali di scarto altrimenti destinati allo smaltimento in discarica o distruttivo.
In Italia, il tasso di raccolta differenziata sta gradualmente crescendo (è oggi intorno al 22,7% per merito, soprattutto, delle regioni del Nord, dove supera il 35%), ma è ancora inferiore alle potenzialità. Soluzioni particolarmente efficienti come la raccolta differenziata porta a porta, ove adottate, permettono di incrementare notevolmente la percentuale di rifiuti riciclati.
A titolo di confronto, si consideri che in Germania il tasso di raccolta differenziata raggiungeva nel 2004 ben il 56% a livello nazionale.
Numerosi sono i materiali che possono essere riciclati: metalli, carta, vetro e plastiche sono alcuni esempi; vi sono tuttavia complessità associate ai materiali cosiddetti "poliaccoppiati" (cioè costituiti da più materiali differenti) come ad esempio flaconi di succhi di frutta o latte, nonché per oggetti complessi (per esempio automobili, elettrodomestici ecc): non sono tuttavia problemi insormontabili e possono essere risolti con tecnologie particolari, in parte già adottate anche in Italia.
Particolare è il caso della plastica, che come noto esiste in molte tipologie differenti e può essere costituita da molti materiali differenti (PET, PVC, polietilene ecc.). Tali diversi materiali vanno gestiti separatamente e quindi separati fra loro: questa maggior complicazione in passato ha reso l'incenerimento economicamente più vantaggioso del riciclo. Oggi tuttavia appositi macchinari possono automaticamente e velocemente separare i diversi tipi di plastica anche se raccolti con un unico cassonetto, pertanto l'adozione di queste tecnologie avanzate permette un vantaggioso riciclo.
Purtroppo in alcuni casi la plastica (in genere quella di qualità inferiore) viene comunque avviata all'incenerimento anche se dal punto di vista energetico e ambientale non è certo la scelta ottimale.

Compostaggio della frazione umida
Il compostaggio è una tecnologia biologica usata per trattare la frazione organica dei rifiuti raccolta differenziatamente (anche detta umido) sfruttando un processo di bio-ossidazione, trasformandola in ammendante agricolo di qualità da utilizzare quale concime naturale: da 100 kg di frazione organica si ricava una resa in compost compresa nell'intervallo di 30-40 kg. [5] Tramite digestione anaerobica viene ottenuto anche del biogas che può essere bruciato per produrre energia elettrica e calore; in tal modo è possibile diminuire il livello di emissioni inquinanti della discarica e migliorarne la gestione approfittando anche della conseguente diminuzione dei volumi legata al riciclo dell'umido.
Il compostaggio, come si vede dal grafico, si differenzia dal TMB per il fatto di trattare esclusivamente l'umido e non il rifiuto indifferenziato, anche se il TMB può comprendere un processo simile al compostaggio (si veda sotto).

La filiera della raccolta indifferenziata
I rifiuti raccolti indifferenziatamente sono naturalmente molto più difficili da trattare di quelli raccolti in modo differenziato. Possono essere seguite tre strade principali:
1. Trattamenti a freddo, ovvero separazione e parziale recupero di materiali, biostabilizzazione e conferimento in discarica
2. Trattamenti a caldo ovvero incenerimento tal quale o a valle di separazione e produzione di CDR e conferimento in discarica
3. Conferimento diretto in discarica (oggi molto usato ma certamente da evitarsi).
In ogni caso è evidente che gli inevitabili scarti di quasti processi finiranno per forza di cose in discarica.

Trattamento a freddo dei rifiuti
Scopo dei processi di trattamento a freddo dei rifiuti indifferenziati o residui (ossia i rifiuti che rimangono dopo la raccolta differenziata) è di recuperare una ulteriore parte di materiali riciclabili, ridurre il volume del materiale in vista dello smaltimento finale e di stabilizzare i rifiuti in modo tale che venga minimizzata la formazione dei gas di decomposizione ed il percolato. Da questi processi (fra cui il compostaggio), si ricava in genere sia materiali riciclabili, sia il biogas, cioè, in pratica, metano.
Il principale tipo di trattamento a freddo è il Trattamento meccanico-biologico (TMB). Esso separa la frazione organica ed i materiali riciclabili: permette quindi una ulteriore riduzione dell'uso delle discariche e degli inceneritori, il tutto con emissioni inquinanti nettamente inferiori rispetto a tali impianti. Infatti tratta i rifiuti indifferenziati a valle della raccolta differenziata, incrementando il recupero di materiali. In Germania, ad esempio, impianti TMB sono diffusi da circa una decina d'anni.
Dati relativi al quantitativo di rifiuti trattati in Italia tramite TMB e riferiti al 2004 indicano un totale di 7.427.237 t di rifiuti, con un picco nelle regioni del sud 3.093.965 t. L'incidenza percentuale del dato relativo al 2004 indica un valore pari al 20,5% del totale di rifiuti smaltiti tramite biostabilizzazione e produzione di CDR.
Il TMB può essere utilizzato anche per produrre CDR (combustibile derivato dai rifiuti): è questa l'applicazione principale che ne viene fatta in Italia, soprattutto al sud. In questo caso viene rimosso solamente l'umido ed i materiali non combustibili (vetro, metalli) mentre carta e plastica sono confezionati in "ecoballe" da incenerire: in questo modo il trattamento a freddo si intreccia con quello termico.

Trattamento termico dei rifiuti
Fra i processi di trattamento a caldo (o termico) dei rifiuti, si distinguono tre processi di base:
1. Combustione (incenerimento)
2. Pirolisi
3. Gassificazione
Tutte queste tecnologie producono residui, a volte speciali, che richiedono smaltimento, generalmente in discarica. Sia in Italia che in Europa, gli impianti di trattamento termico di gran lunga più diffusi per i rifiuti urbani sono gli inceneritori.
Incenerimento con recupero energetico
L'incenerimento è una tecnologia consolidata che permette di ottenere energia elettrica e fare del teleriscaldamento sfruttando i rifiuti indifferenziati o il CDR. Questi vengono bruciati in forni inceneritori e l'energia termica dei fumi viene usata per produrre vapore acqueo che, tramite una turbina, genera energia elettrica. La quantità di energia elettrica recuperata è piuttosto bassa (19-25%), mentre quella termica è molto maggiore. Tale energia è tuttavia minima a confronto con l'energia che si può risparmiare mediante il riciclaggio, che resta sempre l'opzione da preferire e incentivare rispetto a tutte le altre.
Pirolisi e gassificazione
La pirolisi e la gassificazione sono dei trattamenti termici dei rifiuti che implicano la trasformazione della materia organica tramite riscaldamento a temperature variabili (a seconda del processo da 400 a 1200 °C), rispettivamente in condizioni di assenza di ossigeno o in presenza di una limitata quantità di questo elemento. Gli impianti che sfruttano tali tecnologie in pratica, piuttosto che fondarsi sulla combustione, attuano la dissociazione molecolare ottenendo in tal modo molecole in forma gassosa più piccole rispetto alla originarie (syngas) e scorie solide o liquide. In confronto agli odierni inceneritori i rendimenti energetici possono essere maggiori se il syngas ottenuto viene bruciato in impianti ad alto rendimento e/o ciclo combinato (dopo opportuni trattamenti per eliminare eventuali vari residui, fra cui polveri, catrami e metalli pesanti a seconda del rifiuto trattato), mentre l'impatto delle emissioni gassose risulta sensibilmente ridotto In particolare il rendimento in produzione elettrica può arrivare, a detta di alcuni produttori, a oltre il doppio del più moderno inceneritore (si veda gassificatore).
Nonostante la tipologia di rifiuti trattabili sia (per alcuni tipi di impianto) la stessa degli inceneritori, tuttavia sono pochi gli impianti di questo genere che trattano rifiuti urbani tal quali: molto spesso infatti riguardano frazioni merceologiche ben definite quali plastiche, pneumatici, scarti di cartiera, scarti legnosi o agricoli oppure biomasse in genere. Questi impianti più specifici sono maggiormente diffusi. Ciò nonostante vi è chi ritiene che gli impianti di pirolisi e di gassificazione siano destinati a sostituire in futuro gli attuali inceneritori anche per i rifiuti urbani, diffondendosi ulteriormente e divenendo i principali trattamenti termici di riferimento.
Va anche osservato che in genere gli impianti di pirolisi e/o gassificazione sono più piccoli degli inceneritori, cioè ciascun impianto tratta un minor quantitativo di rifiuti. Questo comporta alcuni vantaggi: anzitutto si evita il trasporto dei rifiuti per lunghe tratte, responsabilizzando ciascuna comunità locale in merito ai propri rifiuti (smaltiti in loco e non "scaricati" a qualcun altro). In secondo luogo la flessibilità e le minor taglia degli impianti permette facilmente di aumentare la raccolta differenziata e ridurre il quantitativo di rifiuti totali, politiche difficilmente attuabili con inceneritori da centinaia di migliaia di tonnellate annue che necessitano di alimentazione continua. Infine anche i costi di realizzazione ed i tempi di ammortamento dovrebbero essere inferiori.

Discarica
Il principale problema delle discariche è la produzione di percolato e l'emissione di gas spesso maleodoranti, dovuti alla decomposizione della frazione organica. Entrambi i problemi possono essere risolti rimuovendo la frazione organica mediante raccolta differenziata o pretrattando i rifiuti con il trattamento meccanico-biologico a freddo esposto in precedenza, riducendo fra l'altro anche i volumi da smaltire. La discarica può essere così usata per smaltire tutti i residui del sistema integrato di gestione dei rifiuti con un impatto ambientale minimo.
Oggi tuttavia vengono spesso avviati in discarica rifiuti indifferenziati o comunque contenenti materiali utili (vetro carta plastica ecc.) senza alcun pretrattamento; questa è certamente una soluzione semplice, comoda, economica ma ambientalmente sbagliata, e - purtroppo - in alcuni casi facilmente controllabile dalla malavita.

Conclusioni, costi e ruoli nel sistema integrato

Gestione dei rifiuti in Europa – 2001

Nazione Riciclo Incenerimento Discarica Altro

Austria 60% 10% 30% 1%
Belgio 35% 34% 27% 4%
Francia 25% 32% 43% 0%
Germania 42% 22% 25% 11%
Italia 17% 9% 67% 8%
Paesi Bassi 45% 33% 8% 14%
Regno Unito 12% 7% 80% 0%

La combustione dei rifiuti non è di per sé contrapposta o alternativa alla pratica della raccolta differenziata finalizzata al riciclo, ma dovrebbe essere solo un eventuale anello finale della catena di smaltimento. Inoltre è ovvio che, se un inceneritore viene dimensionato per bruciare un certo quantitativo di rifiuti, dovrà essere alimentato per forza con quel quantitativo, impedendo di fatto la riduzione dei rifiuti e l'aumento ulteriore della raccolta differenziata.
Per ragioni tecnico-economiche la tendenza è oggi quella di realizzare inceneritori sempre più grandi, con la conseguenza di alimentare il "turismo dei rifiuti" (cioè il trasporto di rifiuti anche da altre province se non da altre nazioni) con il conseguente inquinamento. In Italia questo fenomeno è stato accentuato dai forti incentivi statali che hanno favorito l'incenerimento a scapito di altre modalità di smaltimento più rispettose dell'ambiente.
In Italia si sono inceneriti nel 2004 circa 3,5 milioni di t/anno su un totale di circa 32 milioni di tonnellate di RSU totale prodotto, cioè circa il 12% (per un confronto con altri paesi europei si veda Inceneritore); tale pratica specie al Nord è in aumento, e in Lombardia ad esempio raggiunge il 34%. Ciò che balza all'occhio è il grande ricorso allo smaltimento in discarica, che è in diminuzione (dal 2001 al 2004, al Nord -21%, al Sud -4% e al Centro -3%) ma che interessa attualmente in tutto circa il 56,9% dei rifiuti urbani prodotti (45% al Nord, 69,5% al Centro, 73,2% al Sud; si stima che sul totale nazionale il 76% sia rifiuto da raccolta indifferenziata e il 24% siano residui dai diversi processi di trattamento: biostabilizzazione, CDR, incenerimento, residui da selezione delle R.D.), con conseguenze ambientali che si vanno aggravando soprattutto nel Sud, dove i pochi impianti di trattamento finale sono ormai saturi e la raccolta differenziata stenta a decollare: gli inceneritori sarebbero perciò, secondo alcuni, da aumentare (soprattutto al Sud). Tuttavia, se si considera che nei comuni più virtuosi la raccolta differenziata supera già adesso l'80%, si deduce che persino al Nord essa è ancora molto meno sviluppata di quanto potrebbe e che in alcune aree del Nord gli impianti di incenerimento sarebbero perfino sovradimensionati. Pertanto, il timore di alcuni è che non si potrà sviluppare appieno la raccolta differenziata e il riciclo per consentire agli inceneritori di funzionare senza lavorare in perdita, oppure si dovranno importare rifiuti da altre regioni.
Una considerazione importante è infatti che gli investimenti necessari per realizzare i termovalorizzatori sono molto elevati (il costo di un impianto in grado di trattare 421.000 t/anno di rifiuti è valutabile in circa 375 milioni di euro, cioè circa 850-900 € per tonnellata di capacità trattatabile), e il loro ammortamento richiede, tenendo anche conto del significativo recupero energetico, circa 20 anni; perciò costruire un impianto significa avere l'«obbligo» (sancito da veri e propri contratti) di incenerire una certa quantità minima di rifiuti per un tempo piuttosto lungo.
È emblematico a questo proposito il caso dell'inceneritore costruito recentemente dall'Amsa a Milano, Silla 2: inizialmente aveva avuto l'autorizzazione per bruciare 900 t/giorno di rifiuti, poi si è passati a 1250 e infine a 1450t/g. Se si guarda alla gestione dei rifiuti a Milano, ci si accorge che la raccolta differenziata raggiunge il 30% circa (dato sostanzialmente invariato da anni), e gran parte del rimanente viene incenerito da Silla 2. Se si considera che la media di riciclo della provincia di Milano è, escludendo il capoluogo, del 51,26% in costante miglioramento, e in particolare del 59,24% per i comuni con meno di 5 000 abitanti e del 55% per quelli fra i 5 e i 30 000, e che a Milano la raccolta dei rifiuti organici non è mai andata oltre la sperimentazione in piccole aree della città, nonostante il più che collaudato sistema di raccolta dei rifiuti porta a porta e la notevole sensibilizzazione della popolazione, che permetterebbero sicuramente di fare molto di più, è normale che sorga il sospetto che non si punti sulla raccolta differenziata proprio per alimentare Silla 2 e ripagare l'investimento.
È interessante confrontare i costi dello smaltimento dei rifiuti di una città come Milano che fa ampio ricorso all'incenerimento con quelli di città che puntano sulla differenziata: a Milano nel 2005 si sono spesi 135,42 €/abitante contro una media provinciale di 110,16 e contro gli 83,67 di Aicurzio, paese più virtuoso di Lombardia nel 2005 col 70,52% di raccolta differenziata. Il sindaco di Novara inoltre nel 2007 ha dichiarato che portando in due anni la raccolta differenziata nella città dal 35 al 68% si sono risparmiati due milioni di euro, mentre ad esempio il sindaco di Torino per sostenere la necessità dell'inceneritore del Gerbido ha dichiarato che «in qualsiasi centro urbano superare il 50% è un miracolo, perché la gestione di questo tipo di raccolta ha dei costi non sostenibili per i cittadini»; eppure a San Francisco è oltre il 50% già dal 2001.”

Fonte: Wikipedia, l'enciclopedia libera.

Pilota di notte . . .

Pilota di notte . . .


Pilota di notte è il sito di un artista di Oristano. Un pittore, per la precisione, che ha dato libera espressione alla sua creatività come passione sincera di un Ufficiale Medico.

Ha realizzato un numero importante di tele con acquerello ed ognuna di esse esprime un momento, un evento, una emozione di una vita che avanza in un percorso alla ricerca di qualcosa o forse di qualcuno o semplicemente del sé nell'introspezione fatta dall'avanzare estrospettivo.

Queste tele sono state accuratamente organizzate in un filmato ed ognuna porta associata la narrazione della storia, una cronistoria immaginaria o romanzata da un reale vissuto. Sono degli episodi che narrano la storia di un Uomo e della sua città natale, nella sua amata isola, la Sardegna. Una storia semplice ma riportata in modo così intenso che commuove ed emoziona. Sembra di farne parte e di conoscere questa storia, nei suoi eventi e personaggi, come se già l'avessimo vissuta. Evoca ricordi lontani di tempi che furono e dove noi abbiamo scritto una parte importante.

L'arte raccontata in un modo squisitamente genuino senza pretese alcune, ma che proprio per questo riesce a trasmettere l'immensità dell'amore che l'uomo è capace di sprigionare dalla sua vita, all'apparenza così fugace ed effimera, ma che in realtà si mostra essere infinitamente grande, luminosa, imperitura.

Pilota di notte, narra di un viaggio, quel viaggio che conduciamo notte e giorno alla ricerca della felicità, quella felicità che non si trova fuori da noi, ma proprio in noi.

Federico Loddo

L’Arte e l’Uomo

“Fin dai tempi remoti, l'arte è apparsa come una manifestazione naturale e irrefrenabile della spiritualità umana. Nelle sue varie forme, spontaneamente, è sempre stata simbolo di una realtà fondamentale. Mentre è vero che ogni forma d'arte è personale e limitata in termini di spazio, possiamo anche dire che l'anima dell'artista tende a riunirsi, a riscoprire questa realtà fondamentale che si può chiamare vita eterna. Ciò si riferisce alla sostanza della vita stessa, compreso in tutto il suo dinamismo attraverso una fusione profonda fra il se' (in altre parole il microcosmo) e l'Universo (macrocosmo). E' da questa realtà fondamentale che l'uomo ricava l'energia necessaria per la rinascita, è qui che egli trova la sua ragion d'essere e l'asse della sua ricerca.
E' opinione comune che l'uomo necessiti di pane per vivere, che il suo corpo non possa funzionare senza questo cibo essenziale. L'arte è per lo spirito ciò che il pane è per il corpo: una necessità senza la quale lo spirito non può rinnovarsi. Questo è ciò cui Aristotele si riferiva quando parlava di catarsi.
Potremmo chiederci: perché l'arte gioca un ruolo così importante nella crescita dell'uomo e perché è sempre stato così? A mio avviso, il motivo principale sta nel potere di sintesi dell'arte e della sua capacità di riunire e di unificare elementi disparati. Goethe in un monologo fa dire a Faust:<>. Se a livello essenziale questa asserzione è valida per tutto ciò che esiste, l'arte degna del proprio nome consiste nel ricercare questa realtà fondamentale che crea un legame tra uomo e uomo, uomo e natura, uomo e Universo. L'emozione generata da un'opera d'arte, sia essa poesia, pittura o musica, può consistere in quel sentimento, tangibile e indubbio, di espansione dell'io. E' un sentimento di pienezza, generato da un ritmo misterioso, una specie di volo verso l'infinito, vissuto come una partecipazione uno scambio, la cui sorgente è il nostro mondo interiore.
Questo potere di sintesi, caratteristico dell'arte, si attualizza nell'apertura del limitato all'illimitato, dell'esistenza individuale al significato universale. Questo legame con l'universale un tempo si trovava in larga misura nei riti religiosi ed è presente anche nel teatro antico. Forse non c'è nessuna differenza significativa fra arte e rito, come scrive l'autrice inglese Jane E. Harrison:<<>>.”

Da discorso di Daisaku Ikeda,
14 Giugno 1989 all'Accademia di Belle Arti di Parigi
pubblicato su N.R. di Luglio 2008

ARRASOK SIDI BABAI di Graziella Pinna Arconte

ARRASOK SIDI BABAI

CHI OSA DALL'INFINITO ... DENTRO ...

testo di Graziella Pinna Arconte
Insegnante e Scrittrice



C'è lo spazio?
C'è il tempo?
Cos'è lo spazio?
Cos'è il tempo?
E io...sono nello spazio... O nel tempo?
E l'altro da me è nel mio stesso spazio e nel mio stesso tempo?

È straordinario percepire le dinamiche che hanno spinto la mente a trovare le convenzioni per impartire ordini al tempo e allo spazio che, nel quotidiano esistere, hanno assunto necessariamente connotati definiti, recintati, chiusi. La prima cosa che avviene in una mente che indaga creativamente è, viceversa, sentire l'esigenza di far respirare, contrarre, allungare, dilatare la dimensione spazio-temporale e concepirla come un luogo di estrema flessibilità, laddove ogni moto è agevole, privo di impedimenti... Come fare un bagno nel brodo primordiale. È estremamente suggestivo e perfino commovente riappropriarsi del sé in maniera così totale. Si prova l'emozione dello “squagliarsi negli elementi” e pervasive sensazioni di potenza, amore, compassione e senso dell'essere davvero straordinarie.

A questo punto ti crogioli nella gratificante convinzione d'aver raggiunto ciò a cui aspiravi, ovvero la consapevolezza e la verità del perché sei. Previo poi, preoccuparti perché se sei arrivato... il viaggio è finito! D'improvviso, però, ad ogni arrivo un nuovo input neuronale scatena altre sinapsi e tu vedi il tuo cervello correre sulle sue strade e ogni microparticella del tuo Essere prende a vibrare in un'eccitazione sensoriale non condivisibile. In ciò il senso di totale solitudine dell'Essere Umano, ma contemporaneamente la straordinaria percezione di non essere mai soli!

Riparti e il viaggio è ancora più intrigante, suggestivo, affascinante.
Non sai ancora quanto finché non capisci che non finirà mai.
Non finirà indipendentemente dalla vita convenzionale, che è quella apparentemente vera e reale che stiamo vivendo nell'ieri, nell'oggi, nel domani, che non ci lascia il tempo... Dove non ci basta lo spazio...
Nel frattempo, però, hai fatto esercizio: hai appreso l'arte dell'igiene mentale e armato di ramazza, straccio e paletta riassetti la tua casa con cura, badando a tenere ogni cosa in ordine e ben classificata dopo averla studiata e riconosciuta. Le prime volte capita di sbagliare anche perché l'effimero impera e non è semplice districarsi e trovare le cose davvero vere in mezzo a migliaia di false verità.

Ma con l'esperienza impari a distinguere il vero-vero: la verità ha una vibrazione melodica e la sua armonia penetra nel cuore come una ninna nanna materna; la verità è luminosa e illuminante e la sua luce consola come un caldo abbraccio; la verità ti dona la competenza del saper procedere sul tuo cammino con speranza e autorevolezza... finché non ti sei totalmente trovato e vedi le impronte che avevi lasciato precedere il tuo incedere... e vedi che le piante dei tuoi piedi combaciano perfettamente con quelle sulla sabbia a cui stanno aderendo passo dopo passo: ripercorrere le proprie orme... trovarsi e procedere con nuovi passi... Sempre più avanti!
Nella vita-vera, ch'è sempiterna, non c'è un tempo, non c'è un presente, un passato, un futuro, un sempre, un mai, un contemporaneamente... Perfino quella che nell'ultimo momento d'illuminazione ti era apparsa una verità definitiva, ovvero che tutto quanto vivi è riassumibile in un tempo presente, era una verità assoluta solo fino a quel momento, poiché ora vedi che tutto dipende dalla tua capacità di muoverti velocemente nello spazio e nel tempo del tuo dentro e non del fuori da te, quindi, in verità, dalla tua capacità di viaggiare nella tua rete neuronale.
E vedi: l'Universo intero è dentro di te.
Ciò che seppur infinito sembra essere fuori, in realtà è dentro di te e tu possiedi i codici per definirlo, denominarlo, descriverlo. Senza la tua rete neuronale non esisterebbe alcunché.

A questo punto puoi posizionarti con facilità estrema nel passato, nel presente e nel futuro semplicemente perché, quando hai sviluppato tale abilità, possiedi il quadro di insieme e vedi e senti tutto benissimo. Tu contenitore e contenuto contemporaneamente. In ogni cellula un cervello dotato di memoria e il cervello che viaggia in sé stesso. Straordinario!
Quanti soggettivi e universali connessi indissolubilmente, sia che essi appartengano a un corpo umano, a una stella, a un sasso o ad una formica. E la rete fuori a quella dentro sono la stessa cosa... E tu ne sei attraversato. È adesso che impari a saperti ascoltare.
E senti ancora prima di vedere. Poiché quello che tu vedi altro non è che la proiezione della forma che hai dato a ciò che i tuoi quanti ti hanno suggerito.

Tutto è nei geni... Geniale davvero!
Tutto ciò che vedi sei tu: è ciò che tu porti dietro da millenni, è ciò che sai del mondo e della storia tua e della tua gente.
E parli con la tua gente... Ma parli con te!
È il tuo sangue che parla e ti racconta chi sei. Quale meravigliosa, consolatoria, grandiosa alchimia!
Quale ulteriore straordinario viaggio di approfondimento verso una sempre più approfondita conoscenza. Ora la consapevolezza è diventata certezza poiché l'intuizione è divenuta comunicazione diretta e visione nitida dei processi fisici dell'anima e della memoria che palpita in ogni nostra cellula.
Ora riesci a decifrare il tuo DNA nella sua memoria e ti leggi come uno stupito archeologo dinnanzi alla stele di Rosetta. Tu di fronte alla straordinaria scoperta della memoria che risiede in ogni tua singola molecola.
E ti ami perché il tuo sangue non è un semplice liquido rosso che scorre nelle tue vene, ma è una pozione magica che come un'onda s'infrange sul tuo cuore da millenni e ti racconta di te e di quanto sei grande e di quanto è grande la storia dalla quale provieni...
Così, disinteressatamente, nella semplice attesa d'essere ascoltato.

Ti ho sentito.
Ho elevato il mio essere e sento la mia deità.
E tutto ciò è gigantesco poiché è dei grandi la competenza della visione lontana e nitida e possedere un'anima immanente e onnisciente.
Sono stato fatto ad immagine e somiglianza di Dio.
Sono un essere di Luce, Armonia, Regola.

E mentre umile e grato chino il mio capo a te, o Dio, vedo al mio fianco tutti i miei Padri e Madri che l'inchinano con me coralmente e mi sorridono con tenerezza e complicità... E io sorrido loro.

Grazie Arrasòk.

Graziella Pinna Arconte”


Un testo ricco di emozioni vissute senza tempo né spazio appunto, proprie ed intime di ogni uomo, di ogni uomo che è rivolto alla ricerca della verità nella sua vita, che cerca la Via, che cerca il Maestro. E scopre che egli stesso è questa Via e questo Maestro, che sono espressione della mistica entità dell'esistenza che altro non è che l'insieme delle Leggi che reggono il Cosmo.

Ma cosa è allora il Cosmo?
È un insieme di elementi, atomi e molecole le une unite alle altre in relazioni interdipendenti ed armoniose che costantemente operano e si adoperano nella loro funzione vitale preposta, a condurre il sistema universale, il Tutto, l'Uno, al suo costante miglioramento. Il microcosmo che è l'Uomo è strettamente interconnesso col macrocosmo che è l'Universo. Ciò che cambia è solo la dimensione, dimensione legata al senso fisico dell'essere umano.

In realtà la vita è vasta senza confini, contiene ogni cosa, così è il pensiero umano, infinito e atemporale. Questa è la prova concreta che l'Universo e L'Uomo sono la stessa cosa e lo sono poiché ogni elemento presente nell'aria, nella terra, ogni atomo, molecola e particella e legata con tutto il resto il quale non sarebbe lo stesso senza anche una sola di queste particelle, atomi o molecole. Ogni cosa un senso che ci sia, ogni entità esiste perché ha una funzione ben precisa, una missione, la cui realizzazione influenza Tutto.

Dentro la nostra vita esiste tale missione espressione della nostra vera Natura. Spesso ci si chiede chi siamo, cosa ci facciamo qui, quale è il senso della vita. O anche semplici domante del quotidiano vivere come che lavoro fare, cosa studiare. Molti non si fanno tali domande e hanno le idee ben chiare, ma una cosa è certa e che ci accomuna tutti quanti, ovvero un generale senso d'insoddisfazione che si cela costantemente dietro le quinte del palcoscenico esistenziale, anche quando ci sentiamo determinati e ci pare di avere le idee chiare o che stiamo percorrendo la strada giusta, c'è sempre qualcosa che ci lascia un senso di dubbio e confusione.

Questo nasce perché non ci conosciamo, non conosciamo il nostro reale valore e potenziale, il perché siamo qui e qual'è la nostra reale missione di vita che va ben oltre i lavori, gli studi e gli effimeri desideri. Credo che ad esempio un fiore non si ponga tali questioni: quando è trascorso il tempo giusto sboccia, fiorisce, si manifesta, emerge la sua vera natura, la sua reale entità.

Ecco! L'uomo ha in sé lo stesso potenziale e per sua caratteristica innata ha la capacità di manifestare la sua vera entità illuminata, la parte più saggia, quella parte direttamente collegata con l'Uno, con il Tutto. Aprire la percezione sensoriale a tale livello di coscienza, che porta quindi a manifestare la natura divina che è in noi, porta con sé la consapevolezza della nostra reale missione che si esprime in pensieri, parole e agire quotidiano rivolto al donare, donare sé stessi agli altri, alla loro felicità, guidarli in un percorso che li aiuti a manifestare dentro le loro vite questa natura divina.

Esiste una rete fatta di legami energetici che pervade tutto il cosmo dove alcuni dei nodi siamo anche noi esseri umani e le informazioni, le emozioni, i desideri, le nostre determinazioni fluiscono e rifluiscono. Immettiamo e ritorna. Se immettiamo amore ritorna amore. È la legge di attrazione retta dalla legge di causa ed effetto. Se desideriamo una cosa la attraiamo ed il desiderio e la causa che ha come effetto la manifestazione della nostra determinazione. L'unico modo per aiutare gli altri, per sostenere la loro felicità è innanzitutto desiderare di fare questo, desidera incondizionata felicità per ogni uomo e sviluppare profondo amore verso la Vita in ogni sua forma e manifestazione, sviluppare quindi un profondo rispetto in quanto tutto espressione di una divina manifestazione.

Federico Loddo